Regole di kimono. Sinificati dei tipi di kimono in Giappone.
- やすこ 杉山
- 13 lug
- Tempo di lettura: 2 min
In Giappone c’è un proverbio: L’esterno rispecchia l’interno, che richiama un po’, per farci capire dagli occidentali, il famoso concetto greco kalòs kai agazòs, bello e buono sono qualità inseparabili e l’arte deve corrispondere a questi due concetti.
Tornando al proverbio giapponese, chi ha un bell’aspetto è anche una persona di profonda umanità, di bellezza interiore.
Così una persona di grandi doti spirituali deve curare anche il suo aspetto esteriore, avere una postura e un portamento corretti.
Allo stesso modo, solo chi conduce una vita sobria e regolata, chi è gentile, caritatevole con gli altri conquista anche la bellezza esteriore.
L’esterno rispecchia l’interno.
Uno dei simboli più famosi del Giappone è il kimono e non è un caso, non è solo un magnifico abito esteriore, ma esprime la personalità di chi lo indossa.
Sappiano quanto i giapponesi siano riservati, quanto poco parlino di se stessi, ebbene è attraverso il kimono che raccontano chi sono, a che classe sociale appartengono, quali antenati, quale carattere, quali gusti, quali letture, quale cultura, quali passioni hanno.
In Italia c’è un proverbio: L’abito non fa il monaco, che critica l’ipocrisia di chi finge di essere qualcun altro, o di essere buono.
In Giappone è l’opposto, l’abito svela ciò che abitualmente si tiene celato, il kimono non è solo un indumento che segue la moda, ma esprime tutto un mondo interiore, anche se molto semplicemente il significato del termine è ‘roba da indossare’. Ki- indossa, mono – roba.
Alla fine dell’epoca Edo, la gente ha cominciato a vestirsi all’occidentale, si dice You Fuku, You-occidentale, Fuku-vestito.
Ormai abitualmente ci si veste all’occidentale e il kimono serve solo a indicare il vestito tradizionale.
Solo in occasioni e in ricorrenze speciali si indossa ancora il kimono.
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